Dove non osano gli orsi

Paolo Venturini a Chiukotka, ai confini del mondo.
dal Mattino di Padova

CHIUKOTKA (Russia). Neppure Paolo Venturini, l’ultramaratoneta delle Fiamme Oro Polizia di Stato, era andato così lontano. Lui che ha compiuto imprese estreme in tutto il mondo. Stavolta l’ occasione è arrivata dal Ministro dello Sport e della Cultura dello Stato autonomo di Chiukotka, in Russia.  L’ultimo lembo di terra del continente euroasiatico, separato solo da 70 Km di mare dello stretto di Bering dal continente americano.  Un luogo remoto e lontanissimo, sedici ore di volo dall’Italia, più dieci ore di fuso orario, 24 ore di luce, 12 mila chilometri da Mosca ed una temperatura di un’estate, che dura praticamente poco più di un mese, di 5º. Per il resto dell’anno le temperature si aggirano attorno ai -40º.  Paolo Venturini, invitato come ambasciatore dello sport dalle autorità russe, si è recato prima ad Anadiyr per incontrare i giovani delle scuole della capitale, parlando loro di sport, stile di vita, educazione e legalità, successivamente arrivando nei villaggi più estremi dove vivono le popolazioni di etnia Ciuki, correndo per circa 50 km da Lorino a Lavrentiya, inaugurando il festival Beringia (l’antico ponte di terra di univa l’attuale Russia all’Alaska). Un’iniziativa fortemente voluta dal governo di Chiukotka per combattere deviazioni come alcol, fumo e droghe che affliggono le nuove generazioni locali. Ritmi di vita per noi impossibili e impensabili, con un budget annuo di 46 balene, da cacciare, assieme a foche e trichechi per dare sostentamento all’intero villaggio, isolato per gran parte dell’anno in quanto non esistono strade, la via del mare è usufruibile per soli 2 mesi causa il congelamento dell’acqua, mentre l’aereo può atterrare solo quando le condizioni meteo lo permettono e questo avviene di rado.  «Poter dire di avere corso veramente ai confini del mondo, ha aumentato il mio bagaglio di esperienze internazionali, ma ancor più emozionante è stato l’orgoglio di indossare l’uniforme della Polizia di Stato italiana e parlare da atleta-poliziotto ai ragazzi ciuki. Per loro il fatto che sia riuscito a correre la distanza di circa 50 km in poco meno di 4 ore, arrampicandosi su due ripide asperità in mezzo alla tundra artica, dove orsi polari, nuvole di zanzare fameliche, vento sferzante e mancanza di insediamenti umani sono gli ingredienti che contribuiscono all’isolamento delle piccole comunità, è stata un’impresa epica.  «Un’esperienza forte che credo abbia lasciato il segno non solo dentro di me, ma soprattutto nei bambini che per l’anno prossimo mi lanceranno la sfida sulla distanza in nome dello sport che non conosce problemi di lingua, cultura o religione».

Share Button